Quali sono le principali sfide che Villa Serena dovrà affrontare in questo 2026? Ne parliamo con il direttore Diego Gastaldi, che ha assunto questo ruolo dopo la prematura scomparsa del suo predecessore Nevio Slaviero, partendo da un ricordo di quest’ultimo, perché le carriere professionali dei due si incrociarono per la prima volta molti anni fa.
«Dopo alcune esperienze come “novantista” in Procura della Repubblica a Vicenza (mi occupavo di redigere i capi di imputazione per conto dei magistrati), iniziai a lavorare presso l’Ipab di Chiampo, occupandomi dell’amministrazione dell’ente. È lì che conobbi Nevio, allora giovane direttore, il quale mi propose di ricoprire quel ruolo nell’altra Ipab da lui diretta, ossia Villa Serena. E così, ottenuta la mobilità, giunsi nel giugno 2001 qui a Lonigo, che da lì in poi sarebbe stata, lavorativamente parlando, la mia casa. In tutti questi anni Nevio mi ha lanciato numerose sfide, che mi hanno permesso di crescere professionalmente, fino ad avere le competenze necessarie per coprire l’attuale ruolo di direttore».
Ma dalle sfide professionali torniamo alle sfide della struttura. «La prima, e sicuramente la più importante, è il completamento del nuovo Centro diurno per persone affette da Alzheimer. Un’opera fondamentale per il territorio, sostenuta finanziariamente dalla Fondazione Farmacia Miotti e non gravante, quindi, sulle rette dei nostri ospiti. Sotto l’aspetto economico, invece, l’obiettivo primario è chiudere il bilancio in pareggio. È una sfida non facile, in quanto i costi energetici, delle forniture e in generale i costi di gestione sono in continuo aumento. Possiamo però dire che l’operato del Consiglio di Amministrazione è stato lungimirante, perché tutti gli interventi di efficientamento eseguiti negli ultimi anni hanno permesso di controbilanciare almeno gli aumenti dei costi energetici e questo ci pone in una situazione abbastanza rassicurante».
Parlando del personale, un problema che riguarda tutte le strutture italiane è la carenza di operatori socio sanitari. «Continuiamo a monitorare il mercato del lavoro, alla ricerca di queste figure. Nel mese di giugno indiremo un nuovo concorso per procedere a nuove assunzioni».
Ci sono poi le questioni normative e burocratiche. «A breve dovremo espletare le procedure per il rinnovo dell’autorizzazione e dell’accreditamento della nostra Residenza Socio Sanitaria Psichiatrica. E poi c’è l’annosa questione della riforma giuridica regionale delle Ipab. Speriamo che sia l’anno buono, perché è un intervento atteso da oltre vent’anni e fondamentale per trasformare queste strutture in enti di diritto privato (come le fondazioni), adeguarle alle attuali esigenze socio-sanitarie e renderle così più competitive anche rispetto agli istituti che sono già privati. Occorre, insomma, svecchiare l’intero sistema che ha istituito le IPAB, e quindi il nostro ente, con la Legge Crispi n. 6972 del 17.07.1890».







