Un importante salto di qualità per l’idratazione dei nostri ospiti con problemi di disfagia. Da alcune settimane è in funzione, nei nuclei della struttura, un innovativo macchinario che permette di produrre bevande addensate di vari gusti fruttati e di consistenza regolabile.
Una novità proposta dalla logopedista Cristina Dal Barco e accolta positivamente dal Consiglio di Amministrazione dell’Ipab, che ha deciso di investire su questo progetto a favore del benessere di chi fatica a deglutire correttamente.
“Prima che adottassimo questo macchinario – spiega Cristina Dal Barco – i liquidi venivano addensati a mano usando un prodotto chiamato ‘farina di gomma di tara’. Una preparazione lunga, da fare con il frustino attraverso un processo che durava una ventina di minuti. Il risultato era un prodotto poco appetibile, che comportava un maggior riempimento gastrico in chi lo assumeva, dando sazietà precoce. Conseguentemente, gli ospiti si idratavano e si alimentavano meno”.
“Ora la situazione è radicalmente cambiata – continua la logopedista –. I tempi di preparazione si sono dimezzati e, grazie alla varietà dei gusti e alla palatabilità del prodotto, il risultato finale piace molto di più. Gli ospiti, di conseguenza, si idratano meglio sia qualitativamente che in quantità maggiori. I risultati sono, insomma, molto positivi, tanto che alcuni di loro, grazie a questa novità che li ha spinti a riprenderne il consumo, hanno potuto abbandonare l’idratazione endovenosa. Il macchinario, inoltre, consente di inserire negli slot anche l’addensante istantaneo fornito gratuitamente dall’Ulss per gli ospiti con demenza e disfagia grave”.
Ma a cosa servono, nello specifico, gli addensanti? “Chi soffre di disfagia – sottolinea la dott.ssa Dal Barco – ha difficoltà a deglutire correttamente e i liquidi sono le sostanze che presentano il rischio maggiore di ‘andare di traverso’ e causare, quindi, il soffocamento o una polmonite ab ingestis. Grazie all’addensante, il liquido risulta più pesante in bocca e scivola più lentamente nell’esofago, riducendo drasticamente il rischio che finisca nella trachea. A seconda delle condizioni di salute degli ospiti, si usano poi diversi gradi di addensamento, decisi dalla logopedista a seguito di un’attenta valutazione: si va da un grado lieve, della consistenza di un succo di frutta, a gradi intermedi, come lo sciropposo e la crema, fino ad arrivare alla consistenza di un budino. Il nuovo macchinario ci agevola tantissimo, dato che è possibile calibrarlo in modo da ottenere tutte le coonsistenze desiderate. I benefici che comporta sono grandissimi”.
Ad esempio, si riduce l’errore umano nel processo di addensamento. Con il vecchio metodo, infatti, a seconda dell’abilità di manovrare il frustino nella preparazione, il prodotto poteva risultare con più o meno grumi all’interno, cosa che attualmente è stata completamente risolta. Ora il prodotto finito è sempre uguale e adeguato alle necessità deglutitorie degli ospiti con disfagia.









